IL LUPO E I SETTE CAPRETTI, nel carcere di Opera

IL LUPO E I SETTE CAPRETTI, spettacolo “interattivo” della compagnia La Casa delle Storie, per adulti e bambini “spettATTORI”. Nel Teatro Stabile della Casa di Reclusione Milano – Opera.
Un evento che è stato organizzato nell’ambito della campagna Europea di Sensibilizzazione “Carceri aperte” in collaborazione con il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria.

LA STORIA
Un Lupo affamato simpatico e maldestro, tanti capretti giocherelloni e una mamma affettuosa che si deve allontanare…e poi, caproni scalcianti, apicoltori danzerini, fornai gioiosi…in un carosello di personaggi da interpretare divertendosi.
Un inno all’eterno gioco del teatro fatto con gusto e passione e con il piacere di condividere e stare insieme! Semplici ingredienti per uno spettacolo allegro e ricco d’azione!

RIFLESSIONI

Servizio Civile

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L’associazione Bambinisenzasbarre lavora su bambini e carcere, dove i figli di detenuti incontrano i loro genitori. Lavora da 14 anni per dare sostegno psicopedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori. Bambinisenzasbarre lavora per i bambini figli di detenuti con lo Spazio giallo nelle carceri e ha firmato la Carta dei diritti dei figli dei detenuti. Ha ideato lo Spazio Giallo nel carcere: lo Spazio Giallo è il luogo dedicato ai bambini. Qui gli operatori possono intercettarne i bisogni, accoglierli in uno spazio dedicato a loro, dove si preparano all’incontro con il genitore o decantano il disagio del distacco. L’esperienza dello Spazio Giallo è nata nel 2007 nel carcere milanese di San Vittore. Oggi la Rete di accoglienza è attiva in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Campania. Con il Ministero della Giustizia ha firmato nel 2014 e rinnovato nel 2016 il Protocollo – Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti che riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame affettivo con il proprio genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità dei detenuti.
Soprattutto, il documento istituisce un Tavolo permanente (Art. 9) composto dai rappresentanti dei tre firmatari strumento di monitoraggio periodico sull’attuazione dei punti previsti della Carta, promuovendo la cooperazione tra i soggetti istituzionali e non e favorendo lo scambio delle buone prassi a livello nazionale e internazionale.