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Bambinisenzasbarre

 

Bambinisenzasbarre Onlus è un’associazione con sede a Milano, da 10 anni impegnata in Italia in ambito penitenziario nei processi di sostegno psicopedagogico alla genitorialità in carcere con un’attenzione particolare ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori.

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INCONTRO

 

Spazio Giallo

va in città…

 

A fine gennaio 2012, nella Sala Conferenze “Vitman” dell’Acquario Civico di Milano,

Viale Gerolamo Gadio, 2, Bambinisenzasbarre organizza un incontro pubblico Spazio Giallo va in città: I bambini alla prova del carcere

con il Comune di Milano e l’Amministrazione penitenziaria della Lombardia.

(CONTINUA)

 

“Bambinisenzasbarre”  nasce come gruppo nel 1997 dall’Associazione Cuminetti presente in carcere con attività culturali,  nel 2002 si costituisce in associazione senza scopo di lucro con il sostegno della Fondazione olandese Bernard van Leer, (impegnata dal 1949 nel sostegno di attività che promuovono lo sviluppo della prima infanzia in 40 Paesi).

E’presente nelle carceri milanesi di San Vittore, Bollate e Opera e sul territorio come agenzia psicopedagogica specializzata.

 

Bambinisenzasbarre-Spazio Giallo in San Vittore

 

 

Bambinisenzasbarre è un’associazione con sede a Milano, da 10 anni impegnata in Italia in ambito penitenziario nei processi di sostegno psicopedagogico alla genitorialità in carcere con un’attenzione particolare ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori.

 

Fa parte della Rete Europea per i figli di genitori detenuti EUROCHIPS – European  Network for Children of Imprisoned Parents con sede a Parigi, fondata nel 2000 con il sostegno della Fondazione olandese Bernard van Leer, per sensibilizzare sulla realtà dei bambini separati dai propri genitori detenuti e collegare le realtà impegnate su questo tema in Europa.

 

Attualmente la Rete è presente in Italia (con Bambinisenzasbarre che è nel Consiglio direttivo), in Svizzera, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Lussemburgo, Irlanda, Gran Bretagna, Scozia, Svezia, Norvegia.

 

La missione di Bambinisenzasbarre promuovere il mantenimento della relazione figlio genitore durante la detenzione e sensibilizzare la società civile perché si faccia carico dei diritti umani, sanciti dalle convenzioni internazionali, in favore dei minori separati dai propri genitori detenuti, affinché il diritto alla genitorialità venga garantito, culturalmente assimilato e reso parte del sistema valoriale.

 

Il carcere è il luogo in cui è maggiormente necessario tutelare questo  diritto  per  contrastare le possibili conseguenze dovute alla interruzione dei legami affettivi, dannose anche per la comunità, che vede, come statisticamente provato, aumentare i casi di detenzione nelle biografie dei figli di genitori detenuti, incrementare fenomeni di abbandono scolastico, devianza giovanile, disoccupazione, illegalità, disagio sociale.

Un intervento di sostegno e accompagnamento della relazione genitoriale durante l’esperienza della carcerazione si configura quindi come intervento di prevenzione sociale.

 

E’ un intervento che si rivela duplice in termini di prevenzione: aiuta a prevenire le difficoltà emozionali e relazionali del bambino e il loro effetto negativo sul suo sviluppo psicoaffettivo e aiuta il genitore a conservare e continuare a svolgere il suo ruolo genitoriale.

 

L’associazione è presente nelle carceri milanesi con i suoi interventi, diventati negli anni laboratori permanenti e osservatorio di buone pratiche, e sul territorio nazionale (Rete Relais Itala) come agenzia psicopedagogica specializzata e di formazione. >>>

INIZIATIVE

 

Carceri aperte. Parliamone!

La campagna “Carceri aperte. Parliamone!” è stata l’anima della Settimana di Sensibilizzazione italiana, promossa da Bambinisenzasbarre,  in collaborazione con Eurochips destinata a diventare un appuntamento annuale. 

Annunciata dal 6 al 12 giugno, contemporaneamente nei 14 paesi del network con eventi,  conferenze, mostre, si è prolungata in Italia a tutto il mese di giugno,  con il decisivo sostegno del Ministero di Giustizia.

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La prima ricerca su bambini e carcere

I risultati della ricerca europea “Quando gli innocenti sono puniti: i figli di genitori detenuti. Un gruppo vulnerabile”

 

La ricerca, coordinata ed effettuata in Italia da Bambinisenzasbarre, finanziata dall’Unione Europea, è stata diretta dall’Istituto Danese per i Diritti Umani (DIHR), in collaborazione con la rete Eurochips, l’Università Statale Bicocca di Milano, con il Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e il PRAP Lombardia.

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Firma e diffondi la petizione

 

Firma anche tu per  sostenere i diritti al legame familiare e per migliorare le condizioni dei bambini in visita al genitore detenuti. LA PETIZIONE



 

>>>  L’associazione ha infatti  affrontato il tema della relazione figli-genitori detenuti impegnandosi in attività operative che potessero dare una risposta concreta alle richieste di aiuto dentro e fuori dal carcere, provenienti dai genitori detenuti e dalle loro famiglie.

Tutte le azioni vengono programmate a partire dai “punti di ascolto sulla genitorialità in carcere” dove, attraverso colloqui individuali di sostegno psicologico, viene favorito un processo di consapevolezza su vari aspetti della relazione genitore-figlio e sui diritti e doveri dell’essere genitore.

 

I laboratori sulla maternità e i laboratori sulla paternità” presso le carceri sono strumenti formativi e di informazione per i genitori detenuti e rappresentano un “osservatorio esperienziale” che alimenta una ricerca/mappatura permanente sulla genitorialità, che cerca di integrare gli aspetti della pratica con le conoscenze psicopedagogiche applicate all’ambito penitenziario.

 

Lo “Spazio Giallo”, spazio integrato socioeducativo di accoglienza dei bambini che si preparano al colloquio  con il genitore  detenuto, si è rivelato uno strumento decisivo di collegamento col territorio e di intercettazione e prevenzione di situazioni di disagio e di fragilità sociale.