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NUOVO INDIRIZZO

Via A. Baldissera 1,

20129 Milano

 

Bambinisenzasbarre Onlus è un’associazione con sede a Milano, da 11 anni impegnata in Italia in ambito penitenziario nei processi di sostegno psicopedagogico alla genitorialità in carcere con un’attenzione particolare ai figli (ben oltre 100mila, ogni anno, in Italia), colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori.

 


CONCLUSA LA CAMPAGNA RACCOLTA FONDI sms SOLIDALE

 

Nel carcere di Bollate (MI), figli di detenuti

 

Grazie a tutti voi.

 

Vi faremo sapere

al più presto come

è andata la campagna

e come saranno impiegati

i fondi raccolti.

 

Bambinisenzasbarre

Onlus

 


SINTONIE

 

"Il momento di occuparci dei bambini"

Vincenzo Spadafora,

Garante nazionale dell'Infanzia

 

 


CI SOSTENGONO

 

 

Fineco

 

Ikea-logo

 

Near, logo

 

Crai

PETIZIONE DI BAMBINISENZASBARRE (fai clic qui) >>> CHANGE.ORG

 

Il primo giorno di scuola,

la recita di fine d'anno,

il Natale, il compleanno...

 

 

Rosya, 5 anni, disegna il papà dietro le sbarre

Rivolta al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, la petizione intende richiamare l'attenzione delle massime Istituzioni e della società civile sul bisogno che il bambino nelle sue occasioni speciali – il primo giorno di scuola, la recita di fine d'anno, il compleanno e le cerimonie religiose più importanti, ecc. -  possa condividerle, anche se per poche ore, con il proprio papà o la propria mamma nonostante la loro detenzione.

 

Rosya, 5 anni,

disegna il papà detenuto

 

 

12.500 firme in meno di cinque giorni al fianco dei figli dei genitori detenuti. Corre la mobilitazione lanciata da Bambinisenzasbarre su >>> Change.org “Non un mio crimine ma una mia condanna”.

 

"Sulla scia della campagna di raccolta fondi “Non un mio crimine, ma una mia condanna” di queste ultime due settimane e del flusso delle emozioni suscitate da questa iniziativa è derivata la petizione lanciata in questi giorni con gli amici di  Change.org - dichiara Lia Sacerdote, presidente di Bambinisenzasbarre - forse molto simbolica e un po' visionaria, ma che nasce dall'esigenza di far conoscere ad un numero maggiore di persone la questione dei bambini figli di genitori detenuti e le sue ripercussioni in termini psicologici e, più in generale, sociali.

Una situazione spesso dimenticata, poco conosciuta o non compresa. Le oltre 11.000 firme, fin qui raggiunte, ci indicano però che il diritto del bambino, a qualunque situazione etnica, religiosa o di classe questo appartenga, è riconducibile ad un unico concetto universale ed è centrale nella coscienza sociale di molti.

 

 

LA TESTIMONIANZA DI GRETA

 

"Mi chiamo Greta e ho ventitré anni.

Durante la mia infanzia non ho potuto avere la mamma vicina nei momenti più importanti, poiché era detenuta..."

 

Greta, Gaia e la nonna, intervistate per il programma Sulla Via di Damasco (Rai2)

"Sono entrata per la prima volta in carcere per incontrare la mamma a 4 anni.

La sala colloqui a San Vittore non era predisposta per i bambini, anzi non c'era nulla per noi. I colloqui erano con tutti gli altri detenuti, tra me e la mamma c'era un tavolo di marmo freddo e non era permesso di abbracciarsi. Intanto, Dario, mio fratello di 11 mesi, era con mia madre dentro ed io con la nonna fuori”. "Ero arrabbiata con la mia nonna che ritenevo causa del mio allontanamento dalla mamma".

 

Greta, Gaia e la nonna,

durante l'intervista

per il programma

"Sulla Via di Damasco" (Rai2)

 

 

"Per anni ho sentito il peso della vergogna soprattutto quando una bambina mi disse che aveva saputo che mia madre era in un carcere, che era una detenuta. Fu così che scoprii come era amara la parola detenuta. Arrivai da mia madre a San Vittore arrabbiata e piangente e non capivo, ero offesa e non sapevo con chi prendermela. Ci sono stati alcuni anni difficili tra me e mia madre, non le perdonavo quelle lunghe assenze, quei compleanni e quei momenti importanti trascorsi da sola senza la sua presenza".

"Oggi molto si è appianato tra noi e c'è molta complicità anche grazie a un nuovo arrivo per me di nome: Gaia".

 

 

Per avere il dato aggiornato sul numero della adesioni alla petizione “Non un mio crimine ma una mia condanna”: www.change.org/bambinisenzasbarre

 


SPAZIO GIALLO E TELEFONO GIALLO

Liberiamo i bambini

 

Spazio Giallo a San Vittore in allestimentoSi lavora al nuovo allestimento dello Spazio Giallo nel carcere di San Vittore, Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con un sms avete donato 2-5 euro per costruire nuovi Spazi Gialli all'interno delle carceri italiane e per avviare il Telefono Giallo per rispondere alle domande delle famiglie e sostenere le difficoltà dei bambini che hanno in carcere uno o entrambi i genitori (più di 100mila ogni anno). Stiamo difendendo il loro diritto di essere bambini.

 

La Campagna sostiene il consolidamento, la prosecuzione e l'estensione negli Istituti penitenziari dell'area d'accoglienza e preparazione "Spazio Giallo", un luogo integrato socio-educativo, in carcere, per le famiglie e i bambini che si preparano, insieme alle psicologhe, psicopedagogiste e arte-terapeute di Bambinisenzasbarre, all'incontro con il genitore detenuto.

Lo Spazio Giallo comprende un percorso d’accesso diseganto e creato apposta per i bambini che entrano nella "bolgia" del carcere.

 

La Campagna sostiene anche la possibilità di attivare la sensibilizzazione del personale penitenziario e l'avvio di un servizio nazionale di Telefono Giallo per rispondere alle famiglie di persone in una situazione di detenzione e per sostenere le difficoltà dei bambini.

Bambinisenzasbarre, da oltre 10 anni si occupa di questi bambini, accoglie nei suoi Spazi Gialli in carcere la loro paura e la loro angoscia. Difende il diritto di avere l'affetto dei propri genitori durante la detenzione, li tutela nella scuola e in ambito sociale.

 

Finalità della campagna è sensibilizzare il grande pubblico sull'importanza del  riconoscimento e visibilità di questi bambini e dei loro bisogni senza per questo stigmatizzarli, nel pieno rispetto del diritto di ogni bambino di essere tale.

 

Al contempo, si intende far comprendere come la continuità e il rafforzamento del  legame affettivo con i propri genitori, pur detenuti, agisca in termini di prevenzione sociale: per il figlio che rischia di ripetere l’esempio del padre da cui è forzatamente separato e, a causa dell’improvvisa “scomparsa”, ne potrebbe idealizzare il comportamento ma che, al contrario, ne comprende le debolezze e gli errori e, quindi, è in grado di scegliere un diverso stile di vita; mentre per il genitore detenuto il figlio con cui riesce a mantenere un legame diventa la motivazione forte per non ripetere il reato e ritornare ad essere per lui un modello.

 

Una volta di più, l'intera comunità è chiamata a mettere in atto tutte quelle pratiche positive che permettano a questi bambini di subire il minor danno possibile da questa difficile situazione e, al contempo, garantire loro il diritto all’infanzia.

 


GRUPPO SOCIALE A RISCHIO

 

Ogni giorno sostengono il peso dell'emarginazione, dei pregiudizi, delle difficoltà economiche, della vergogna

 

E' l’allarme dei 100.000 bambini che ogni giorno entrano nelle 213 carceri italiane per incontrare il proprio papà o la propria mamma detenuti

 

Spazio Giallo nel carcere di Opera - Foto Attilio Rossetti

Ogni giorno varcano il portone degli Istituti penitenziari per incontrare il proprio genitore, per mantenere il legame affettivo fondamentale per crescere. Ogni giorno sostengono il peso dell'emarginazione, dei pregiudizi, delle difficoltà economiche, della vergogna.

La detenzione del proprio genitore li coinvolge, ne trasforma la quotidianità, rendendoli fragili sul piano psicologico. Sono emarginati a scuola, nel quartiere dove vivono, nel gruppo sociale di appartenenza poiché sono figli di genitori detenuti. Sono bambini a grave rischio di discriminazione ed esclusione sociale.

 

"Non un mio crimine, ma una mia condanna” è la campagna di sensibilizzazione su questi temi lanciata e sostenuta da Bambinisenzasbarre ONLUS.

L'Associazione da oltre dieci anni, cura, sostiene e difende il diritto dei bambini alla continuità delle relazioni familiari e affettive con il proprio genitore durante la detenzione, così come sancito dall'articolo 9 della Convenzione ONU dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

 

 

Lo Spazio Giallo nel carcere di Opera, Milano

(foto di Attilio Rossetti, per gentile concessione)

 

 


IL PROSSIMO TRAGUARDO

Dobbiamo organizzarci

per gli altri 90.000...

 

Si allestisce il nuovo Spazio Giallo, carcere di Bollate, Milano - foto Stefano Pavesi100.000 bambini circa, ogni giorno, in Italia, entrano in carcere (1,2-1,5 milioni in Europa) per stare qualche mezzora con il papà o la mamma detenuti.

 

Si stima che le cifre aumentino del 70%, se non di più, nel conteggio di quanti bambini in un anno si trovino nella condizione di avere uno dei due genitori reclusi, o entrambi, a cui vanno a far visita (per mille ragioni molti non ci vanno o ci vanno raramente, purtroppo).

 

La possibile visita - a seconda di come la famiglia, o chi per essa, la organizza - avviene con cadenza giornaliera, oppure settimanale, o mensile, (in Italia, si possono "cumulare" non più di 6 ore al mese).

Bambinisenzasbarre valuta che, quindi, ogni giorno, "solo" circa 100mila bambini siano in visita al proprio genitore nelle carceri italiane.

 

 

 

 

 

Si allestisce il nuovo Spazio Giallo

nel carcere di Bollate, Milano

(foto di Stefano Pavesi,

per gentile concessione)

 

 

 

Lo Spazio Giallo è il "modello di accoglienza e supporto famigliare" che abbiamo costruito per i 10.000 bambini che entrano per incontrare il papà o la mamma a San Vittore, Bollate e Opera, le 3 carceri di Milano.

Ora dobbiamo pensare agli altri 90.000 e, per questo, ci stiamo organizzando.

 

Lo Spazio Giallo si sta estendendo anche alle altre carceri italiane. ll primo nel 2013 è lo Spazio Giallo nel carcere di Piacenza e Modena, altri  presto seguiranno. Vi terremo aggiornati su queste pagine.

 

Spazio Giallo nel carcere di Bollate - foto Stefano PavesiAncora molti Istituti penitenziari in Italia, in una condizione di sovraffollamento e di grave precarietà, non accolgono adeguatamente questi bambini, non vi è un tempo sufficiente per il colloquio col genitore tale da garantire il mantenimento del legame affettivo. Questa situazione può determinare la cancellazione della genitorialità stessa. Una sparizione che spesso viene attuata anche dai figli all'interno della propria rete sociale, portandoli a nascondere fino a negare la stessa personale storia familiare.

 

“Lo sguardo, tuttavia, dei bambini può trasformare ed umanizzare il carcere, costretto a prendere in considerazione la loro presenza, se pure paradossale, e ad attrezzarsi per accoglierli" ha sottolineato Lia Sacerdote, Presidente di Bambinisenzasbarre.

 

 

Il nuovo Spazio Giallo

nel carcere di Bollate, Milano

(foto di Stefano Pavesi,

per gentile concessione)

 

 

Il Modello d'Accoglienza Spazio Giallo non è solo un modello per il sistema penitenziario, ma lo anche per il “sistema città” di cui il carcere è parte ed occupa un posto cruciale in termini di legami e scambi relazionali, soprattutto, per i bambini coinvolti e da cui non devono sentirsi separati.

Il modello, che Bambinisenzasbarre sta estendendo sul territorio nazionale partendo dagli istituti in Lombardia, si è rivelato decisivo per le ricadute in termini di trasformazione dei comportamenti sociali sul territorio, riducendo il disagio delle persone e della società e avviando un processo di inclusione sociale. Non ultimo effetto, auspicato a lungo termine, di questo processo di accoglienza delle famiglie e dei bambini, l'adeguamento del sistema penitenziario ai dettami europei ed al superamento della condanna dell'Italia dalla Corte europea dei Diritti Umani di Strasburgo.

 


E' ANCHE CAMPAGNA EUROPEA

"Non un mio crimine,

ma una mia condanna"

 

“Non un mio crimine, ma una mia condanna” è anche la campagna europea di sensibilizzazione ideata da Eurochips (si attiva ogni giugno) e lanciata in Italia da Bambinisenzasbarre ONLUS che porta all'attenzione un'emergenza del Paese dimenticata: i 100.000 bambini figli di genitori detenuti, che ogni giorno, ogni anno, entrano nelle 213 carceri italiane per il colloquio con il proprio papà o mamma, a rischio di discriminazione ed esclusione sociale

 

Chi siamo e cosa facciamo:

 

 

Video di Alberto Baioni, voce e musiche di Massimo Villa - Original slogan and image by Ryan Christen

 

 

L'Associazione, da oltre dieci anni, cura, sostiene e difende il diritto di questi bambini alla continuità delle relazioni familiari e affettive durante la detenzione di uno o di entrambi i genitori, secondo quanto riporta l'articolo 9 la Convenzione ONU dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

 

“Non un mio crimine, ma una mia condanna”: 8 parole per descrivere la condizione di discriminazione e di emarginazione sociale subita dai figli a causa della detenzione del genitore, e il senso di disorientamento, disagio, angoscia e paura che provano i bambini ogniqualvolta varcano il portone d'ingresso del carcere. Un fenomeno sconosciuto e dimenticato, che coinvolge il minore sul piano emotivo, sociale e, spesso, economico; che lo rende vulnerabile e esposto a rischi psico-socio-affettivi che richiedono attenzione e cura senza per questo essere stigmatizzato.

 

La Campagna “Non un mio crimine ma una mia condanna” è una richiesta di riconoscimento e visibilità di questi bambini e dei loro bisogni,  per il rispetto del diritto di ogni bambino di essere tale. Ancora molti Istituti penitenziari in Italia, in una condizione di sovraffollamento e di grave precarietà, non sono in grado di accogliere adeguatamente questi bambini, offrendo loro uno spazio e un tempo del colloquio col proprio genitore adatto a garantire il mantenimento del legame affettivo, come dimostrato dalla recente ricerca europea di Bambinisenzasbarre. Questa situazione determina, nella maggior parte dei casi, la cancellazione della genitorialità stessa. Una sparizione che spesso viene attuata anche da parte dei figli nell'ambito della propria rete sociale, che li porta a nascondere, fino a negare,  la stessa personale storia familiare di figli di genitori detenuti.


 


PER I BAMBINI dI GENITORI DETENUTI

Dona 5 euro: riceverai la Viviparchi Card

ViviparchiClicca qui sotto: 

I traguardi di Bambinisenzasbarre sono molti (primo fra tutti lo "Spazio Giallo", da portare in tutte le carceri italiane). Per raggiugere questi traguardi abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Grazie a Crai e ViviParchi è stata creata questa "donazione speciale". Se, infatti, fai una donazione di almeno 5 euro, come nostro ringraziamento riceverai per il tuo bambino la Viviparchi Card, per entrare gratuitamente (accompagnato dai genitori), quante volte vorrai, per tutto l’anno, in oltre 400 strutture convenzionate in Italia. Sarà possibile fare la donazione, anche più di una, e richiedere la carta dal 15/02 fino al 30/06/2013.

 

I donatori, aderendoall'iniziativa con l'atto di donazione, acconsentono a che i dati personali forniti a Bambinisenzasbarre Onlus vengano trattati per la gestione dell'iniziativa stessa.

Ai sensi del D.L. 196 del 30.06.2003 e secondo quanto previsto dall’informativa al trattamento tali dati saranno comunicati a Viviparchi Srl e alle ditte associate per fini gestionali relativi alla presente iniziativa, fermo restando in ogni caso per i partecipanti, la facoltà di poter esercitare i diritti di cui all'art. 7 della predetta legge, scrivendo a Bambinisenzasbarre Onlus, via Antonio Baldissera 1, 20129 Milano.

I donatori, aderendo, autorizzaziano anche al trattamento dei dati personali, (D.Lgs. 196/2003) al fine di promuovere iniziative. In qualsiasi momento si potrà richiedere la cancellazione dei propri dati personali scrivendo a: Bambinisenzasbarre Onlus, via Antonio Baldissera 1, 20129 Milano.

 


Bambini in carcere

fino a 6 anni

 

Università degli Studi, Milano

Senza il decreto attuativo per la Legge 62/11 tutti i bambini che condividono con la madre la detenzione rischiano di dover vivere entro le mura del carcere il doppio (6 anni) di quello previsto dalla normativa precedente (3 anni).

 

 

 

 

 

 

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Una legge europea per

i bambini con genitori detenuti

 

Rosy, 5 anni, disegna il papà detenutoAbbiamo raggiunto 1.753 firme nella versione italiana della petizione che verrà inviata, con le altre firme raccolte in Europa da Eurochips, al Parlamento Europeo.

Grazie a tutti i firmatari. Sono arrivate firme da ogni parte d'Italia: grazie ancora.

 

 

 

 

 

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Grazie Irene e Stefano per il concerto

 

Grandi e Bollani - ore 22:03

Nell'unica tappa milanese del tour nazionale di promozione del loro nuovo album, Irene Grandi e Stefano Bollani si sono esibiti martedì 18 dicembre, alle ore 21, al Teatro della Luna di Assago (Milano) in uno straordinario concerto pianoforte e voce.

Ringraziamo gli artisti per la magica serata voluta per contribuire ai progetti di Bambinisenzasbarre.

 

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Questionario per il LIBRO BIANCO delle

"CARCERI ITALIANE ALLA PROVA DEI BAMBINI:

QUANDO IL GENITORE E’ DETENUTO"

 

L’associazione Bambinisenzasbarre raccoglie i dati per la seconda edizione della Ricerca Europea condotta nel 2011 (“Quando i bambini entrano in carcere a trovare il genitore”) che diventa LIBRO BIANCO 2013, un rapporto annuale statisticamente valido, sull’accoglienza del carcere nei confronti dei bambini e delle loro famiglie, con le opinioni e i suggerimenti degli operatori penitenziari, un documento/testimonianza per l’Europa.

La compilazione dei questionari è strettamente riservata agli Istituti Penitenziari italiani (in possesso della relativa "password").

 

QUESTIONARIO PER LA DIREZIONE (1°-2° parte) 

 

QUESTIONARIO OPERATORI PENITENZIARI (1°-2° parte)

 

Per informazioni telefonare 02-711-998.