L’articolo su ‘La partita con papà’ del New York Times – IN ITALIANO

Sbarre alle finestre, risate in campo
Un’organizzazione no-profit italiana organizza partite di calcio all’interno delle carceri del Paese nel tentativo di favorire le relazioni sane tra i detenuti e i loro figli.
di ANDREW KEH, 15 dicembre, 2017
ha collaborato Brando de Leonardis
MILANO – Il ragazzino di 5 anni ha inseguito suo padre intorno al campo da calcio in cemento, con i capelli che gli ricadevano leggeri sugli occhi. Intorno a loro le urla e gli strilli degli altri bambini e i fischi acuti di un arbitro creavano una cacofonia ipercinetica che ricordava qualsiasi campo giochi.
In quel momento, sembrava quasi possibile –dico, quasi – dimenticare le sbarre di metallo alle finestre della stanza spartana, ignorare le guardie che sorvegliavano silenziosamente e sperimentare, brevemente, l’illusione della libertà.

Andrew Keh, del New York …

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L’associazione Bambinisenzasbarre lavora su bambini e carcere, dove i figli di detenuti incontrano i loro genitori. Lavora da 14 anni per dare sostegno psicopedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori. Bambinisenzasbarre lavora per i bambini figli di detenuti con lo Spazio giallo nelle carceri e ha firmato la Carta dei diritti dei figli dei detenuti. Ha ideato lo Spazio Giallo nel carcere: lo Spazio Giallo è il luogo dedicato ai bambini. Qui gli operatori possono intercettarne i bisogni, accoglierli in uno spazio dedicato a loro, dove si preparano all’incontro con il genitore o decantano il disagio del distacco. L’esperienza dello Spazio Giallo è nata nel 2007 nel carcere milanese di San Vittore. Oggi la Rete di accoglienza è attiva in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Campania. Con il Ministero della Giustizia ha firmato nel 2014 e rinnovato nel 2016 il Protocollo – Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti che riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame affettivo con il proprio genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità dei detenuti.
Soprattutto, il documento istituisce un Tavolo permanente (Art. 9) composto dai rappresentanti dei tre firmatari strumento di monitoraggio periodico sull’attuazione dei punti previsti della Carta, promuovendo la cooperazione tra i soggetti istituzionali e non e favorendo lo scambio delle buone prassi a livello nazionale e internazionale.