Incontro 2022 del network COPE

Ospiti di Confiar, in Portogallo: protagonista il workshop “Training for Transitions”
(Articolo da COPE, Children of Prisoners Europe, la rete europea)

Nell’ambito dell’Annual Network Meeting, tenutosi nel giugno 2022 in Portogallo, Confiar e COPE hanno organizzato un seminario intitolato “Formazione per le transizioni” incentrato sull’istituzione di “controlli sui minori” e sulla riduzione della violenza sui minori durante i momenti chiave del cambiamento di condizione familiare che riguardano l’arresto del genitore, i processi di condanna e i periodi di carcerazione prima del processo. In particolare, è stata discussa la definizione di politiche e protocolli che mirano a promuovere sistemi giudiziari basati sui diritti dei bambini.

Per definire il quadro del workshop, è stata mostrata una …

        

 

 

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L’associazione Bambinisenzasbarre lavora su bambini e carcere, dove i figli di detenuti incontrano i loro genitori. Lavora da 14 anni per dare sostegno psicopedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori. Bambinisenzasbarre lavora per i bambini figli di detenuti con lo Spazio giallo nelle carceri e ha firmato la Carta dei diritti dei figli dei detenuti. Ha ideato lo Spazio Giallo nel carcere: lo Spazio Giallo è il luogo dedicato ai bambini. Qui gli operatori possono intercettarne i bisogni, accoglierli in uno spazio dedicato a loro, dove si preparano all’incontro con il genitore o decantano il disagio del distacco. L’esperienza dello Spazio Giallo è nata nel 2007 nel carcere milanese di San Vittore. Oggi la Rete di accoglienza è attiva in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Campania. Con il Ministero della Giustizia ha firmato nel 2014 e rinnovato nel 2016 il Protocollo – Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti che riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame affettivo con il proprio genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità dei detenuti.
Soprattutto, il documento istituisce un Tavolo permanente (Art. 9) composto dai rappresentanti dei tre firmatari strumento di monitoraggio periodico sull’attuazione dei punti previsti della Carta, promuovendo la cooperazione tra i soggetti istituzionali e non e favorendo lo scambio delle buone prassi a livello nazionale e internazionale.