LA RETE EUROPEA “COPE” SULL’UCRAINA

Children of Prisoners Europe (COPE) è seriamente preoccupato per il destino di tutti i bambini colpiti dalla guerra in Ucraina, in particolare di quelli separati dai genitori a causa del conflitto (riproduzione integrale testo originale di COPE).
Photo by Tina Hartung on Unsplash
Insieme ad altre ONG internazionali impegnate sui diritti dell’infanzia, stiamo vivamente esortando i governi a proteggere questi bambini e difendere i loro diritti mentre cercano e trovano rifugio in tutta Europa e oltre.
La maggior parte di questi bambini è stata separata da un genitore: questo trauma e altri traumi della guerra avranno effetti a lungo termine. Coloro che sono già separati da un genitore, come i bambini con un genitore detenuto, dovranno subire l’esperienza di livelli d’angoscia ancora maggiori.
I bambini rifugiati sono anche …

        

 

 

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L’associazione Bambinisenzasbarre lavora su bambini e carcere, dove i figli di detenuti incontrano i loro genitori. Lavora da 14 anni per dare sostegno psicopedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori. Bambinisenzasbarre lavora per i bambini figli di detenuti con lo Spazio giallo nelle carceri e ha firmato la Carta dei diritti dei figli dei detenuti. Ha ideato lo Spazio Giallo nel carcere: lo Spazio Giallo è il luogo dedicato ai bambini. Qui gli operatori possono intercettarne i bisogni, accoglierli in uno spazio dedicato a loro, dove si preparano all’incontro con il genitore o decantano il disagio del distacco. L’esperienza dello Spazio Giallo è nata nel 2007 nel carcere milanese di San Vittore. Oggi la Rete di accoglienza è attiva in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Campania. Con il Ministero della Giustizia ha firmato nel 2014 e rinnovato nel 2016 il Protocollo – Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti che riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame affettivo con il proprio genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità dei detenuti.
Soprattutto, il documento istituisce un Tavolo permanente (Art. 9) composto dai rappresentanti dei tre firmatari strumento di monitoraggio periodico sull’attuazione dei punti previsti della Carta, promuovendo la cooperazione tra i soggetti istituzionali e non e favorendo lo scambio delle buone prassi a livello nazionale e internazionale.