La Carta dei diritti dei bambini figli di detenuti diventa una raccomandazione europea

Strasburgo, 04.04.2018. Il Consiglio d’Europa emana le linee guida valide per i suoi 47 Stati membri a tutela dei diritti e gli interessi dei bambini di genitori detenuti.
Circa 2,1 milioni di bambini in Europa hanno uno dei loro genitori in carcere, secondo le stime basate sul numero dei detenuti nelle carceri. Questi bambini possono subire  il trauma, lo stigma, l’ansia e la perdita delle cure parentali e della situazione materiale, il  che può essere dannoso per il loro benessere e sviluppo personale, a volte la loro vita stessa.
Il Comitato dei Ministri – l’organo esecutivo dell’organizzazione – ha adottato una Raccomandazione ricordando che i bambini con genitori detenuti devono godere degli stessi diritti degli altri bambini, compresi contatti regolari con i loro genitori, tranne quando ciò viene considerato contrario al migliore interesse del bambino.

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L’associazione Bambinisenzasbarre lavora su bambini e carcere, dove i figli di detenuti incontrano i loro genitori. Lavora da 14 anni per dare sostegno psicopedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori. Bambinisenzasbarre lavora per i bambini figli di detenuti con lo Spazio giallo nelle carceri e ha firmato la Carta dei diritti dei figli dei detenuti. Ha ideato lo Spazio Giallo nel carcere: lo Spazio Giallo è il luogo dedicato ai bambini. Qui gli operatori possono intercettarne i bisogni, accoglierli in uno spazio dedicato a loro, dove si preparano all’incontro con il genitore o decantano il disagio del distacco. L’esperienza dello Spazio Giallo è nata nel 2007 nel carcere milanese di San Vittore. Oggi la Rete di accoglienza è attiva in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Campania. Con il Ministero della Giustizia ha firmato nel 2014 e rinnovato nel 2016 il Protocollo – Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti che riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame affettivo con il proprio genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità dei detenuti.
Soprattutto, il documento istituisce un Tavolo permanente (Art. 9) composto dai rappresentanti dei tre firmatari strumento di monitoraggio periodico sull’attuazione dei punti previsti della Carta, promuovendo la cooperazione tra i soggetti istituzionali e non e favorendo lo scambio delle buone prassi a livello nazionale e internazionale.